Gruppo di Studio Rianimazione Neonatale
Coordinatore:
dott. F. Spagnuolo

Campania

La raccomandazione del clampaggio ad un minuto1,2,3,4 è suggerita da evidenze della letteratura che dimostrano i seguenti vantaggi:

  • ridotta incidenza di Emorragia intraventricolare (IVH)5;
  • ridotta incidenza di sepsi tardive (LOS)5;
  • ridotta esposizione a trasfusioni ematiche5;
  • più elevati valori pressori durante la fase di stabilizzazione5;
  • aumento della massa ematica circolante5;

Il razionale della procedura nasce da osservazioni cineradiografiche6 che dimostrano una iniziale riduzione della dimensione delle camere cardiache nei primi tre/quattro cicli subito dopo la nascita, quando il cordone venga clampato in anticipo rispetto al primo atto respiratorio, e solo successivamente il loro ritorno alla volumetria fetale.

Questi fenomeni si spiegano, nella prima fase, con la necessità di perfondere in tempi rapidi il letto vascolare polmonare, che si è generato con l'espansione successiva ai primi atti respiratori e, nella seconda fase, come la conseguenza del ritorno di sangue refluo dal polmone al cuore.

Si è ipotizzato che questa sia la ragione della bradicardia osservata subito dopo il clampaggio effettuato prima dei primi atti respiratori.

Gli studi effettuati dimostrano un incremento di policitemia asintomatica e di ittero, non correlati però alla necessità di ricorrere alla exanguinotrasfusione, risultando sufficiente, se necessario7, il solo ricorso alla fototerapia8.

La sequenza degli eventi descritti avrebbe una maggiore risonanza nei neonati pretermine9, incapaci di generare autonomamente una efficace espansione polmonare che spiegherebbe il maggiore ricorso alla rianimazione.

Ritardare il clampaggio anche in questa classe di neonati, si tradurrebbe, alla nascita, in un più efficace preriempimento con azzeramento della bradicardia e conseguente ridotta necessità di ricorso alla rianimazione, e, nel lungo termine, nel miglioramento del decorso con riduzione degli esiti e complicanze attesi per l'età gestazionale.

Ad oggi non è possibile raccomandare il clampaggio tardivo,1,2,3,4,10 in neonati che richiedano rianimazione a qualunque età gestazionale.
La discrezionalità circa la vitalità del neonato candidato alla procedura rimane a giudizio insindacabile del neonatologo presente al momento della nascita.

Video TC
 

Si allegano:

  • Le premessa del Gruppo di Rianimazione 01/07/201111;
  • Raccomandazioni SIN SEZ Campana 01/07/201112;
  • Letteratura di riferimento PDF;
Gruppo di Studio Rianimazione Neonatale
Coordinatore:
dott. F Spagnuolo

Componenti:
dott.ssa M.P. Capasso, dott. G. Furcolo, dott.ssa M. Internicola, dott. A. Piccirillo, dott.ssa F. Piccolo, dott.ssa V. Roma, dott.ssa P. Sarnelli, dott.ssa A. Stagni.

Bibliografia


 

 

1 Neonatal Resuscitation: 2010 International Consensus on Cardiopulmonary Resuscitation and Emergency Cardiovascular Care Science With Treatment Reccomandations
2 Neonatal Resuscitation 2010 International Consensus on Cardiopulmonary Resuscitation and Emergency Cardiovascular Care Science With Treatment Recommendations
3 European Resuscitation Council Guidelines for Resuscitation 2010 Section 7. Resuscitation of babies at birth
4 Neonatal Resuscitation: 2010 American Heart Association Guidelines for Cardiopulmonary Resuscitation and Emergency Cardiovascular Care
5 Letteratura
6 European Resuscitation Council Guidelines for Resuscitation 2010.pdf pag7
7 Tavole
8 Letteratura
9 Letteratura
10 Le Linee guida SIN-CLAMPAGGIO.pdf
11Le Premesse Il Gruppo di Rianimazione.pdf
12 Le Linee guida SIN-CLAMPAGGIO.pdf
13 Effect of timing of umbilical cord clamping of term infants on maternal and neonatal outcomes.pdf