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Boom di cesarei "difensivi" Il Sole 24ORE Sanità (10 novembre 2009)

Indagine della Società Italiana di ginecologia: il bisturi trionfa per motivi legali >>>>>

Il Coraggioso Esempio Svedese: Educazione Sessuale per Immigrati - (17 giugno 2009) - Corriere della Sera

In Svezia, nei corsi di integrazione per gli immigrati, saranno inserite lezioni obbligatorie di educazione sessuale, oltre a quelle di lingua e di educazione civica. Una immigrazione senza precedenti costituisce il problema della nostra epoca. E, come tutti i problemi, può essere considerato una catastrofe o una opportunità. In ogni momento l' incontro può degenerare in uno scontro e lo scontro in conflitto. Per disinnescare la miccia lo strumento migliore è la parola. Non tanto quella che cade dall' alto, neutra e impersonale, ma il dialogo diretto, condotto stando uno di fronte all' altro, da persone sensibili e competenti. Certo la comunicazione è inevitabilmente dissimmetrica: da una parte sta il «padrone di casa», dall' altra chi bussa alla sua porta chiedendo ospitalità. Ma la prossimità consente di riconoscersi appartenenti alla comune umanità e, da quel momento, può avvenire uno scambio trasformativo, per entrambi. Quando la comunicazione investe argomenti ad alto indice di emotività, come l' educazione sessuale, tutto si fa più difficile perché è l' identità personale e collettiva a essere messa in gioco. In particolare le questioni che investono la sessualità femminile sono così cruciali da suscitare facilmente arroccamenti ostili. Eppure vale la pena di affrontarle perché un accordo su questi temi renderebbe tutto il resto più facile. La maggior parte delle persone crescono in una società che ritengono automaticamente l' unica possibile e spesso la migliore. Solo l' apertura degli scambi e il confronto con altri modi di vita può mettere in crisi quelle convinzioni. Pratiche secolari come le mutilazioni genitali femminili, l' isolamento e la sottomissione delle donne, il dominio autoritario e violento del padre su moglie e figli, i matrimoni combinati, una volta tradotti in un discorso, perdono quell' aura di sacralità che li rende indiscutibili. Anche il disprezzo per l' emancipazione della donna occidentale, che spesso autorizza la violenza, può essere modificato dalla conoscenza reciproca. Per le immigrate poi l' opportunità di essere soggetto di discorso risulterebbe dirompente. Nelle società patriarcali si parla infatti delle donne ma ben poco con le donne. Silvia Vegetti Finzi

Si può allattare con il seno rifatto?

Dipende. Se il seno è stato “aumentato” sì: l’intervento di mastoplastica additiva (che permette di correggere la forma e di aumentare il volume delle mammelle) consiste infatti nell’inserimento di una protesi (un “sacchetto” di silicone di volume variabile tra i 120 e i 450 centimetri cubici) in una “tasca” creata dal chirurgo dietro il muscolo pettorale, oppure tra la ghiandola mammaria e il muscolo. La ghiandola, l’areola (che sta attorno al capezzolo) e il capezzolo stesso non vengono coinvolti dall’intervento e continuano a funzionare. Ma se si riduce... Diverso è il caso della mastoplastica riduttiva, praticata per ridimensionare mammelle troppo grandi: alcuni tipi di intervento richiedono lo spostamento di capezzolo e areola, che vengono rimossi e poi reimpiantati. In questi casi (pochi rispetto agli interventi riduttivi), la perdita della sensibilità e della funzione nutritiva del capezzolo è totale.



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